L’acciottolato sotto i passi che riecheggiano nel loro eterno passato, sono uno svincolo incerto in questo clima perdurante di odio, sembra come un fungo che sale oltre la comprensione e dilaga nelle menti portando scompiglio. Ormai pensare con lucidità è difficile, immersi nel travaglio di nuove istanze che disboscano la violenza da dove i bis-nonni e nonni erano riusciti a imboscare. Oggi sono solo in questo camminare e non ricordo altri rintocchi che la campana della chiesa vicino alle cascine con i loro animali, lasciti liberi nel recinto verso i campi aperti. Un suono che all’inizio del giorno riproduce speranza come ogni mese di marzo in cui i germogli dei nuovi inizi è fecondo. Non oggi che il vento di distruzione e morte soffia così vicino da sentirne l’alito pestilenziale, e le cose si piegano verso i colori dell’ombra, restando assetate di vita che si dilegua nella terra essiccata.