La tecnica

La tecnica sta trovando la sua strada tra gli umani mettendosi a capo dei cambiamenti, in un futuro da nuovo condottiero verso quel sogno di potenza e controllo che è il punto debole del pensare. Si frantumano le onde sulla battigia suonando il corno del vento nella musica profonda dell’inverno, solo pochi riescono ad ascoltare il richiamo alla vacuità, spogliandosi di ogni velleità verso un futuro che rincorre il proprio passato. Le scavatrici vicino casa sono all’opera in questa atmosfera cupa da pandemia in cui le basi della sicurezza sono demolite dal dubbio, il terreno viene rivoltato nello sforzo di far sembrare nuovo il vecchio, così da entrare in uno stato d’animo da rinnovato auspicio. Un po’ in tutta la città brulica l’affacendarsi nel rinnovare facciate alle case, palazzi e strade con le loro piazze; mentre la gente cupa passa via veloce nelle vie come se il domani fosse stato strappato dal senso dello cose. Nell’inverno di questo febbraio il sole splende come d’estate rendendo l’aria secca e faticosa al respiro, ma regala un orizzonte allo sguardo da oltrepassare l’angoscia del presente.

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