Rientro

Le voci tra marciapiede e vetrine rimbalzano creando una lieta petite sinfonica che a mezz’aria ristagna nell’eco fino a disperdersi oltre il bordo dell’udito. Questa inaspettata compagnia per l’uomo è ciò che basta lungo il corso della giornata, rimuginando sulle singole sillabe fino a ricollocare la sintassi nell’orizzonte di senso della propria malattia. Il giocoliere di punti e virgola rincorrendo risonanze e dissonanze nel quadro degli enti senza nome, polverizzando con un colpo il senso stretto del vivere per qualcosa o qualcos’altro.

Anche per oggi la passeggiata sta arrivando all’atto della dimora ritrovata, un saluto ad i vicini senza entusiasmo per non attivare cerimoniosi convenevoli, uno sguardo di qua e di la nel respirare il sole verso la chiusura quando stranamente prende il colore della nostalgia, un attimo e si scompare nel celato”.

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