Di fatto i paesaggi si susseguono nello stupore di chi ormai guarda come l’ultima occasione di cogliere la meraviglia, il senso della gioia nel continuo trasformarsi dell’immutabile. A volte camminando lento per questi sentieri che ho imparato ad amare, ritrovo le origini di mille altri passi i cui aneliti verso la meta si dipanano nello sguardo verso l’altrove compreso nella linea del crinale. L’antico ed il moderno si ritrovano in un tempo mai trascorso seguendo il ruscello che sarà un poi fiume e forse ancora cascata nel risuonare il proprio canto dentro alle risonanze invecchiate del mio corpo.
A spasso
Sono a spasso lungo un terreno dal forte odore di terra calpestata dal vento sterzante dall’alto verso il basso sul crinale tinto nell’autunno. Gli spuntoni sono quelli duri e pungenti dal carattere torvo nel rispetto di un luogo per uomini e donne dal carattere intenso. I suoni hanno un ordine armonico nell’accompagnare il cammino, risuonano in consonanza nel sistema tonale della natura come un tenue canto di un organo antico in una chiesa e, guardando in alto tra le nubi in effetti si scorgono conformazioni di angeli occupati a diramare quel cielo immenso che ci contiene.
Nelle parole
Nelle parole lo sguardo si cristallizza in una lenta sequenza biografica dai contorni sfocati per risaltare l’evento, i fonemi sono lanciati come dardi sulla traiettoria del destino che già da sempre è compiuto. La mia storia è una fede che sia mia, del resto a cosa altro potrei pensare per dare vita ogni giorno alla rappresentazione che attende, agli affetti stretti intorno come nutrimento che si aspettano di essere sfamati. La biografia di uno qualunque si perde nell’astensione della moltitudine, pellegrina in strade ed anfratti di una terra finita, in cui la speranza ha preso il posto della felicità.
Il prima e il dopo
Il prima e il dopo, prima l’impavido scellerato dedito ad ogni esperienza pericolosa, nel cercare le giornate con un senso della fine labile, l’estremo per un corpo mortale e per un pensiero acerbo. Il poi è l’insinuarsi della morte come fine spaventevole, un ospite che una volta seduto in casa ha trasformato ogni cosa in un colore luttuoso. Un tradimento alla vita e alla festa delle proprie sensazioni, l’inquietante inquilino che si fa accorgere di se solo quando è ben piazzato. Vorrei ucciderlo in modo brutale strappandogli la carne, ma ancora sono consapevole che la carne sarebbe la mia.
Le storie
Le storie mano a mano che sopraggiungono si stratificano senza uno sforzo apparente della memoria, risuonano come nelle note di un organo a canne in uno spazio mistico. Le parole si condensano lasciando sbavatura come volti truccati nel fine serata quando la stanchezza lascia apparire la finzione ed il clown esce riprendendosi la scena. Allora un dubbio si insinua nel mio stare fermo, la domanda che mi trafigge la testa è quale mai sia stata la prima parola in assoluto, il fondamento gutturale dell’impalcatura grottesca dei significati, quel suono solitario che ha fatto da richiamo alle moltitudini in un arabesco casuale.
Nel gioco
Nel gioco degli eterni c’è la tristezza per noi di non riuscire a scorgere oltre i nostri rimpianti, ma nel luogo dove non riusciamo a vedere ci sono tutti i sorrisi che ci hanno accompagnato e ci accompagneranno per sempre. A questo penso mentre mi ritrovo a varcare la soglia di un’altro spazio non ancora trovato, il senso d’inquietudine è una vibrazione nello stomaco continua, come una lacerazione lenta nella carne. La debolezza del corpo si esprime nella semplice impossibilità di poter superare le barriere poste davanti agli occhi in ogni parte che si guarda.
Il passaggio
Il passaggio dal presente ad un ricordo può essere un artifizio per non vacillare sulla strada senza fondo che sorregge solo convinzioni come nuvole di sogni, l’idea del nulla o qualcosa rimane l’eterno dubbio del camminante mentre si appresta ad entrare nel proprio personale oblio del morire. Contando i buffi peluche che sostano nelle case per ridare un sorriso all’incedere delle mostruosità che le persone riescono a pensare, può esserci una speranza che una moltitudine di sorrisi possa restituire senso alla comunità. Sono tante le illusioni che albergano nei costrutti ideologici, strutture barocche costruite per meravigliare le folle quando il lavoro è pagato male o niente ci si appresta all’estrema povertà.
Al di fuori
Al di fuori dell’alone che la vista di volta in volta rende visibile c’è l’ignoto, il quale a tratti si insinua nella campo della visione come una sensazione di estrema estraneità terrorizzando la percezione. Come cavalcare le onde in un oceano non di acqua ma di creature ancora mai viste, è un salto oltre la punta del naso come barra o bussola nel mondo al di qua verso la terra dell’al di la. La malattia rende fragile la sottile concatenazione della sensazione nullificando sulla propria strada significati e valori come carta pesta bruciata nel falò di fine anno.
Come sempre
Come sempre, se sempre fosse un termine adeguato a indicare una eternità, che di fatto questo termine diventa un luogo comune, quasi individuale, nella convinzione che altri siano nella stessa situazione di comprendere. Così da certezze si passa a convinzioni le quali offrono un appoggio malfermo, ed in certi casi portano a sprofondare nella palude delle cose dimenticate. Ci si appella alla verità, ma stranamente quando là si evoca si confonde nel vociare all’uniscono di un popolo addestrato.
Ci sono momenti
Ci sono momenti in cui l’assoluto si presenta umile e riservato, solo per un attimo per sfiorati la guancia e lasciare che il proprio profumo ti avvolga, è così che l’amore agisce senza fronzoli quando al sorriso non resta altro da aggiungere. La pratica meditativa è una cultura entrata con forza dentro le maglie del capitalismo occidentale, e quando due giganti si scontrano ne nasce un ibrido, cioè un essere mutaforma, ma esattamente come questa forma sia, è difficile da definire. Di fatto ci sono meditativi con senso spiccato della proprietà privata e con una indole a divorare bistecche di carne, ma anche il Cristianesimo è stato flesso è aggiustato nel percorso delle varie ideologie.