Al di fuori dell’alone che la vista di volta in volta rende visibile c’è l’ignoto, il quale a tratti si insinua nella campo della visione come una sensazione di estrema estraneità terrorizzando la percezione. Come cavalcare le onde in un oceano non di acqua ma di creature ancora mai viste, è un salto oltre la punta del naso come barra o bussola nel mondo al di qua verso la terra dell’al di la. La malattia rende fragile la sottile concatenazione della sensazione nullificando sulla propria strada significati e valori come carta pesta bruciata nel falò di fine anno.
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Come sempre
Come sempre, se sempre fosse un termine adeguato a indicare una eternità, che di fatto questo termine diventa un luogo comune, quasi individuale, nella convinzione che altri siano nella stessa situazione di comprendere. Così da certezze si passa a convinzioni le quali offrono un appoggio malfermo, ed in certi casi portano a sprofondare nella palude delle cose dimenticate. Ci si appella alla verità, ma stranamente quando là si evoca si confonde nel vociare all’uniscono di un popolo addestrato.
Ci sono momenti
Ci sono momenti in cui l’assoluto si presenta umile e riservato, solo per un attimo per sfiorati la guancia e lasciare che il proprio profumo ti avvolga, è così che l’amore agisce senza fronzoli quando al sorriso non resta altro da aggiungere. La pratica meditativa è una cultura entrata con forza dentro le maglie del capitalismo occidentale, e quando due giganti si scontrano ne nasce un ibrido, cioè un essere mutaforma, ma esattamente come questa forma sia, è difficile da definire. Di fatto ci sono meditativi con senso spiccato della proprietà privata e con una indole a divorare bistecche di carne, ma anche il Cristianesimo è stato flesso è aggiustato nel percorso delle varie ideologie.
Si conclude il giorno
Si conclude il giorno ripetendosi nell’ambito degli oggetti che riesce a rischiarare, ci sono grandi e piccole migrazioni, le grandi raccontate dai romanzieri e le piccole dai poeti. Micro migrazioni da una cosa all’altra dove le perturbazioni emotive si allarmano incidendo nella memoria crepe evocative. Per ognuno la terra sconosciuta è una caratteristica isolata dalle comprensioni altrui, le infinite terre di mezzo che creano altrettanto vuoto infinito. Per finire si spranga una porta sopra ad una frontiera dividendo la realtà in dentro e fuori, poi con lentezza si va a dormire oppure si spicca il volo.
Cincischiando
Cincischiando nella tratta quotidiana mentre rimetto in fila il gusto degli oggetti, sparsi lungo la fila delle mattonelle impolverate, la schiena si contrae scontrosa come un vecchio bonobo contrariato mentre dorme sopra all’albero preferito. Il movimento non è lineare; da un punto verso un altro punto in linea retta, ma risulta uno sciabordio in cui avanti e indietro, passato e futuro si confondono, rimestando la memoria nel vortice dell’alba in cui le sagome sembrano fantasmi. Ritorno o vado avanti nelle incombenze perché anche oggi c’è un lavoro da fare, anche oggi fuori ci sono i mostri da domare.
Nella giornata
Nella giornata di oggi le balene si sono spiaggiate, riversando sul popolo il monito del presagio apocalittico, una breve cerimonia campestre ha segnato l’episodio per poi sparire negli archivi famelici della volontà del tempo. Gli episodi della Terra si susseguono come un rotolo che si disfa e poi si ricompone, raramente avviene uno scarto nella coscienza delle spettatore in grado di produrre un cambiamento. La forma bulimica della visione ha trasformato il mondo in un cartone animato inconsistente di sentimenti pregnanti legati alle viscere del vivere, stornando la gravosità della responsabilità abbiamo reso ridicolo lo spirito degli enti.
La rabbia
La rabbia esce srotolandosi tutto intorno senza ritegno, chiazzando in colori tragici i contorni cechi degli oggetti. A volte solo un urlo spiana la strada alla riconciliazione mentre nella notte del sentimento si riaccendono le sensazioni. Una alterità sconosciuta si spreme come uva in un distillato raro per ritrovarsi alla fine della notte con nuovi propositi, una guerra combattuta nell’intimità di cui non si può farne a meno, sulla spinta dell’inconscio le pedine si muovono proiettate dalla forza gravitazionale della volontà collettiva. In ogni notte c’è la propria fine, e da sempre i mie occhi vorrebbero chiudersi nella luce del giorno.
Il dolore
Il dolore si insinua ad una certa età e non se ne va più via, gli arti per muoversi devono fare i conti quotidianamente con questo ospite, e nella lista devo aggiungere il fischio continuo all’orecchio destro per completare il quadro. Se da giovane corpo l’attenzione è stata catalizzata dall’esterno, ora per guidare la percezione sulle cose bisogna superare il frastuono interno. È come avere a che fare con una folla inferocita in cerca d’attenzioni, una specie di rivoluzione d’ottobre in cui alla fine dominerà su tutti il male più brutto. Nel guardare dentro le cose di tutti i giorni sembra sottile la variazione del tempo, un leggera spolverata di polvere come farina sul pane prima dell’infornata. Ma a volte per motivi imperscrutabili la sensazione del passare piomba a peso morto come un macino stordendo all’improvviso ogni certezza. Si rimane basiti e attoniti fermi in uno spazio dilatato ad ammirare lo spettacolo dell’eternità che per poco si presenta nel fermo immagine tra battito e battito in assenza del respiro. Poi un batter d’ali sopra le tegole di casa rimettono in moto la ruota del mondo, è un piccione senza nome il viaggiatore solitario.
Dentro
Dentro ad i presagi che si paventano nella forma dell’acqua ghiacciata oltre il tempo delle glaciazioni, sono iscritte le leggi per le future generazioni nel rispetto della loro Terra consumata dal passato in cui ha dominato il calore. Scivolando nelle infinite variazioni del bianco uomini si spostano cercando il nutrimento per i piccoli che crescono quasi cechi per il bagliore del sole. Una giornata sul confine esterno è l’avventura della conoscenza con incontri fatati di esseri da sogno da ricordare poi nel resto della propria esistenza.
Episodi
Episodi o grumi di accadimenti si cristallizzano davanti agli occhi ad un palmo dal naso, risentire le voci che in qualche modo hanno prodotto ferite, e rammaricarmi di come ho lasciato ogni volta la guardia scoperta, in modo che il male è penetrato offendendo il mio esserci. Vorrei indossare l’armatura in modo perenne, ma con quale costo, se poi non sentirei più nulla, anche ciò che amo. La difesa è parte della guerra ed il linguaggio è costruito su questa dinamica, la pace è un luogo del silenzio dove la libertà si trova nella zona tra gli essenti.