Assenze

Si diffonde nell’aria il profumo dei sospiri per le cose mai ottenute… ma andate via per niente al mercato delle assenze. Nel giorno “tale’ in cui dal sogno alla realtà non c’è stato lo stacco sufficiente per rendersi conto di essere già in strada tra il fragore della ferraglia.

Va bene se così deve andare nel mentre il camminare si fa stanco e la testa duole per il pensare…farebbe comodo una bicicletta ma i tempi sono andati e solo in sogno il corpo appare ancora giovane. Cosa insegnare al susseguirsi delle generazioni che sempre più refrattarie sembrano disinteressate a prendere esempio dai vecchi saggi. La storia è in mano agli urlatori che sovrastano le gesta dei miti costruttori di pace, i quali per indole vanno piano assicurandosi che i frutti siano maturi. Per ascoltare la verità bisogna essere pazienti e guardare il mondo contro mano senza fretta di cogliere delle conclusioni.

Il giorno e la notte insieme lungo il passeggio cittadino in cui avanti ed indietro la gente si incrocia. Guardarsi nella presenza riporta il corpo nella propria capacità di ascoltarsi e riprendere il sentiero del sentimento. Le folate nervose dal basso ventre si insinuano verso l’alto in una forma di incedere che taglia in due le distanze tra l’inizio ed il dopo. In antichità probabilmente il muoversi non era oggetto di riflessione e per questo motivo non aveva nemmeno senso d’esistere, in antichità muoversi senza il movimento equivaleva a essere senza altro aggiungere.

È un gioco che si può fare nel presente quello di togliere dei concetti che diamo per scontati e poi prefigurare cosa resta del mondo. La maggior parte dei concetti hanno significato perché hanno il loro senso contrario ma è veramente necessaria la polarizzazione dei concetti? Il bambino gioca e dalla scatola rovescia ad i propri piedi ciò che gli serve per giocare alla creazione dell’universo, il bambino da adulto diventa filosofo e continua a giocare con ad i propri piedi le parole e con queste continua il gioco dell’universo.

Ognuno per la propria via ci si incammina nelle strade che sbiadite dai ricordi portano a mete che una volta raggiunte richiedono nuovi quesiti. Gli incontri non durano mai molto perché formano interrogativi che se lasciati in sospeso creano conflitti, così che la gente preferisce correre avanti e indietro con fare indaffarato. Da sotto il tavolo le forme appaiono diverse e la costruzione della realtà diventa una poesia. Da sotto o da sopra dipende sempre da che direzione si guarda per cogliere l’apparente che viene incontro dichiarandosi il vero. Per cambiare il senso di un significato serve lasciarlo andare come si fa con la pioggia che ci cade addosso per inabissarsi nel terreno e proseguire la sua strada. Un percorso di cambiamento è un ricambio dei significati al posto di quelli che non funzionano più, serve un cambio radicale per fare che tutto il corpo assuma comportamenti nuovi.

Le ombre vengono a trovarci mentre pensierosi ripetiamo i gesti che da sempre l’abitudine induce. Guardo con curiosità il giorno che inizia con una certa lentezza a dare forma alla struttura del pensiero che poi “impasta” le cose in forma solida. Nel fare la realtà a volte ci scappa l’inserimento delle forme dalla memoria ed è così che si possono rivedere “cari” che non ci sono più. Si possono inventare intere costellazioni del passato che tornando diventano il futuro in cui camminandoci dentro diventano il presente. Fermo nel letto lascio che le parole scorrano con il loro contenuto d’immagine in un susseguirsi di storie colorate che da sempre riempiono il vuoto degli scomparsi.

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