Nei tratti accennati delle espressioni si cela la possibilità dell’incontro, una conformazione inconscia che scaccia o accoglie; ci vuole la pazienza di aspettare per trovarsi, la fretta non serve ma inganna il cogliere l’atteggiamento. La sollecitazione continua sul da farsi come misura di performatività ci rende dei febbrili automi in movimento, con scarsa cura di ciò che ci sta intorno fino al solipsismo. Il guerreggiare per finta inesorabilmente ci porterà alla guerra vera in cui l’azzeramento della coscienza porterà i corpi ad agire come macchine fino allo sfinimento per ritrovare in fondo all’essere la propria umanità.