Nel gioco degli eterni c’è la tristezza per noi di non riuscire a scorgere oltre i nostri rimpianti, ma nel luogo dove non riusciamo a vedere ci sono tutti i sorrisi che ci hanno accompagnato e ci accompagneranno per sempre. A questo penso mentre mi ritrovo a varcare la soglia di un’altro spazio non ancora trovato, il senso d’inquietudine è una vibrazione nello stomaco continua, come una lacerazione lenta nella carne. La debolezza del corpo si esprime nella semplice impossibilità di poter superare le barriere poste davanti agli occhi in ogni parte che si guarda.
Nel gioco
Pubblicato da Mattioni Marchetti Terrablu
modalità di scrittura improvvisata cercando di seguire il flusso del pensare con l'istantaneità dello scrivere. Vedi tutti gli articoli di Mattioni Marchetti Terrablu