Il dolore si insinua ad una certa età e non se ne va più via, gli arti per muoversi devono fare i conti quotidianamente con questo ospite, e nella lista devo aggiungere il fischio continuo all’orecchio destro per completare il quadro. Se da giovane corpo l’attenzione è stata catalizzata dall’esterno, ora per guidare la percezione sulle cose bisogna superare il frastuono interno. È come avere a che fare con una folla inferocita in cerca d’attenzioni, una specie di rivoluzione d’ottobre in cui alla fine dominerà su tutti il male più brutto. Nel guardare dentro le cose di tutti i giorni sembra sottile la variazione del tempo, un leggera spolverata di polvere come farina sul pane prima dell’infornata. Ma a volte per motivi imperscrutabili la sensazione del passare piomba a peso morto come un macino stordendo all’improvviso ogni certezza. Si rimane basiti e attoniti fermi in uno spazio dilatato ad ammirare lo spettacolo dell’eternità che per poco si presenta nel fermo immagine tra battito e battito in assenza del respiro. Poi un batter d’ali sopra le tegole di casa rimettono in moto la ruota del mondo, è un piccione senza nome il viaggiatore solitario.
Il dolore
Pubblicato da Mattioni Marchetti Terrablu
modalità di scrittura improvvisata cercando di seguire il flusso del pensare con l'istantaneità dello scrivere. Vedi tutti gli articoli di Mattioni Marchetti Terrablu