Cerco di uscire

Cerco di uscire dal parcheggio ed il casino è sovrano quando si tratta di umani al volante delle proprie ferraglie con la potenza di sterminare intere tribù, ma di fatto c’è ne stiamo tutti in fila ad una velocità da calesse, dentro alla fantasia di razzi stellari. Anche questa è pedagogia, dimostra come sia possibile ad un umano fargli fare quel cazzo che si vuole, e per me è espressione da stress da coda quotidiana per andare al lavoro dove sarò una cornice per le prossime otto ore. Mi chiedo dove vanno a finire tutte le immagini che scorrono tra i neuroni per poi inabissarsi in qualche luogo, nel sogno o anche nel quotidiano spuntano costruzioni che non hanno niente a che fare con il contesto, da dove vengono quelle costellazioni di luci e ombre? Guido al solito contando le respirazioni, aria dentro, aria fuori, sorrido o per lo meno cerco la conformazione del sorriso sulle lebbra, questo per me resta l’esercizio più difficile in assoluto, io ed il sorriso siamo due estranei e probabilmente pensando alla mia storia credo di sapere anche il perché. Ma come tutte le sfide si cerca di meditare sulla cosa più difficile così da confermare la regola di essere una testa di cazzo nel fare uno sforzo dove nessuno te lo chiede.

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