Negli incontri

Negli incontri il Vecchio Cane se la cava meglio che nel restare di guardia al propio niente, gli incontri sono danze e annusi nel silenzio del parco alle prime ore dell’alba. In lontananza la macchina del risveglio tuona nell’eco anticipatore, un mostro dormiente che non teme rivali quando è il momento di avanzare nel giorno. Il tuono copre il cammino è i piccioni si fanno da parte defecando sul metallo, infischiandosene del progresso. Come ogni mattina il Vecchio Cane sfrutta il tempo di mezzo quando ancora presto e non tardi ma non troppo prima, nel tacere degli incontri amorosi. Restando sul discorso del silenzio i rumori di fondo sono come uno sfondo inespresso. L’educare ha questo spirito in cui l’azione è esattamente il punto in cui si sta fermi nelle intenzionalità non espressa, in una forma di carezza dolce del disquisire mantenendo fermo il campo identitario in cui l’alterità ci possa stare in tranquillità riconoscendosi per ciò che è. A volte il dire è un che di superfluo, è solo un indice d’insicurezza, una sbavatura nelle reciproche paure.

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