Nella notte si può camminare più lentamente se non si è in posti seminati dalla rabbia urbana, il buio togliendo i colori ridona una luce fresca alle cose, incontrandole in un nuovo racconto lento e bicolore. Pensare cose nuove con parole vecchie riflette il rimestare della solita minestra circoscritta nella solita cena serale. Riformulare i suoni dei verbi è uno stimolo a produrre vibrazioni intriganti nel dire esterno, e riverberare novità all’interno con il pensare. Non si esce in alcun modo dalla cornice delineata dalla critica della ragione se non cambiando gli oggetti della mente.