I ricordi sì aggrumano attorno ad un pensiero fisso quando è difficoltoso uscire per la strada di giorno nella fretta degli altri. Quindi tirando il tempo negli angoli bui si attarda l’evento restando immobili come nel gioco del “nascondino”. Forse una forma di lavoro attende di essere svolta, oltre quella soglia persone aspettano di essere ascoltate, ma è veramente realtà la rappresentazione quotidiana? Che attende ogni giorno e ogni giorno è già passata. Mi dileguo lungo il mio solito sentiero verso il dovere che dipinge mano a mano che scorre la mia identità fino ad essere riconosciuto con un saluto.

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